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PIETRO TERZINI, La Prairie e i piani per l’estate

Chi non vorrebbe vivere un’estate a base di sole, mare e… caviale? La Prairie presenta Skin Caviar The Mist (50ml, 170€)! il suo primo spray infuso di caviale per rinfrescare, energizzare e levigare la pelle durante il giorno, in viaggio e ovunque ci si trovi. Incarna l’essenza di una fresca brezza estiva, con la promessa di diventare la miglior compagna di viaggio.

Il lancio di Skin Caviar The Mist è un tuffo nel blu e nei motti di Pietro Terzini, text-based artist che ha presentato proprio insieme al marchio di skincare di lusso la sua opera Plans for the summer? ad Art Basel. Lo abbiamo incontrato e intervistato al party di lancio: ecco cosa ci ha raccontato!

Partiamo dalla tua partecipazione ad Art Basel (13-16 giugno 2024) insieme a LaPrairie. Cosa ti ha dato, cosa ti ha lasciato e cosa rappresenta nel tuo percorso?

È stata un’esperienza inaspettata. Inaspettata e bellissima. La mia collaborazione con LaPrairie è nata prima, a prescindere da questa opportunità che mi hanno offerto. Non ero ad Art Basel come artista seguito da una delle gallerie partecipanti. Tuttavia, avere un billboard di 16 metri quadri sull’edificio sede della fiera in un punto molto trafficato, ha fatto sì che il mio lavoro venisse visto da tutti i visitatori. Mi ha anche eprmesso di arrivare con il mio lavoro a un pubblico estremamente appassionato d’arte, in un paese diverso dall’Italia o dagli Stati Uniti, dove mi conoscevano già.

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Ci racconti qualcosa in più sulla tua opera, Plans for the summer?

Ho scelto una frase molto semplice, legata al periodo dell’anno che stiamo vivendo: l’estate. «Plans for the summer?» nasce perché per me è sempre un periodo di riflessione. Un momento in cui ci si ferma, si ricaricano le batterie per poi ricominciare l’anno a settembre. Per me l’anno non inizia a gennaio! «Plans for the summer?» non è solo chiedersi cosa vogliamo fare quest’estate, ma anche che piani abbiamo per il futuro. Ovviamente si legava anche alla collaborazione con LaPrairie per il lancio del loro nuovo mist.

Nel tuo lavoro, che tracce troviamo di quella che è la tua formazione (da architetto) e quella che è la tua passione per l’arte?

Quello che faccio, da un punto di vista architettonico, è molto lontano da quello che ho studiato e da quelli che sono i miei modelli. Però ci sono dei principi trasversali tra arte e architettura, e che sono i miei principi guida: la proporzione e l’essenzialità.

Nel momento in cui realizzo una scritta, non ortogonale ma handmade, informale, per me è importante non aggiungere tratti o curve non necessari. Allo stesso tempo voglio che il rapporto tra la distanza tra le lettere, il loro dimensionamento, il supporto su cui sono disposte (una tela, una borsa, un billboard) rispetti una piacevolezza visiva legata alla proporzione. Gli elementi devono essere pochi.

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Scatti dal lancio milanese di Skin Caviar The Mist con Pietro Terzini

L’arte che faccio rientra nella text-based art, che non ho inventato io. Il mio contributo è quello di far sì che l’arte testuale, da molto fisica, diventi anche digitale. Le mie opere vogliono essere fotografate ed essere condivise dal pubblico attraverso i loro canali, raggiungendo così una diffusione globale.

Vengono condivise solo da appassionati o anche per mera goliardia?

Assolutamente la seconda. Vengono condivise da persone che non sono interessate all’arte, ma al messaggio dell’opera. Condividono la mia frase per lanciare una frecciatina al loro capo, al loro fidanzato, alla persona di cui sono segretamente innamorate. L’opera fisica diventa un meme, che ha una sua vita propria, e che dalla maggior parte delle persone viene fruita come fotografia. Quasi come un contenuto creato dagli utenti.

Non posso non chiedertelo: parliamo di intelligenza artificiale. Tema caldissimo, soprattutto dal punto di vista del diritto della proprietà intellettuale.

L’intelligenza artificiale è un dato di fatto: si va avanti e non si torna indietro. Di fatto, nella Storia ci sono state grandi rivoluzioni. Una delle più grandi è stata quella derivata dall’invenzione della macchina da stampa. Per molti filosofi contemporanei, l’invenzione dei social media ha avuto una portata paritaria. L’intelligenza artificiale avrà una portata simile: si tratta di capirne le vere potenzialità, senza farci fagocitare o spaventare.

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Scatti dal lancio milanese di Skin Caviar The Mist con Pietro Terzini

A “disturbare” è anche la paura di essere sostituiti, soprattutto come creativi.

Per quanto riguarda la tecnologia, penso sempre positivo. È anche un campo in cui si deve necessariamente andare per tentativi. Pensiamo alla blockchain, agli NFT, al metaverso: si cerca di comprenderne l’uso migliore. Una volta che la tecnologia è disponibile, demonizzarla non ha senso. Credo anche che con la diffusione dell’intelligenza artificiale verranno sì sostituite alcune figure, ma nasceranno anche nuovi lavori legati ad essa. Ci saranno nuove opportunità!

E parlando di opportunità, non potevamo non cogliere quella di intervistare anche Francesca Righi, Marketing Manager presso La Prairie, e scoprire qualcosa di più su ciò che arriverà!

Cos’ha significato per La Prairie essere ad Art Basel con Pietro Terzini, e cosa vi resta per questa Caviar Summer?

Pietro Terzini è un artista molto conosciuto con il quale volevamo collaborare già a inizio anno per un altro lancio. Il nostro headquarter, però, ha deciso di voler portare Pietro Terzini ad Art Basel e renderlo un progetto globale. Gli sono stati commissionati diversi artwork per il lancio di Skin Caviar The Mist, che si presta forse anche di più per raggiungere un pubblico più trasversale, oltre che più giovane. È un prodotto giocoso, che ben si accompagna alle opere di Pietro.

La Prairie ha anche un compleanno importante in arrivo: nel 2031 compirete cent’anni!

Sei preparatissima! Non posso ancora anticipare nulla, al momento. Invece, parlando di quest’anno, lanceremo un prodotto che richiama le origini del brand, e la terapia cellulare che rese famose le cliniche La Prairie. Direi che possiamo parlare di un ritorno al passato ma con uno sguardo verso il futuro.

Il blu cobalto che veste la linea Skin Caviar mi ricorda moltissimo un blu d’artista, il blu Klein.

È praticamente lui, infatti. È un blu che nasce da un’artista francese, Niki de Saint-Phalle, che lavorava insieme a La Prairie quando si cercava un colore per “vestire” la linea Skin Caviar. È un blu Klein reinterpretato, che l’artista ha prestato al brand. Un incontro molto fortunato!

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Skin Caviar The Mist (50ml, 170€) di La Prairie sarà in vendita in esclusiva nella seconda metà del 2024.

Milanese di nascita e nel cuore. Vivo di digital marketing di giorno, e di letture matte (ma mai disperatissime) di notte. Bevo litri di tè nero, e colleziono tacchi alti, con cui riesco a non perdere mai un treno.

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