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Fu sera e fu mattina, e fu intervista a Ken Follett

Fu sera e fu mattina è il nuovo romanzo di Ken Follett (Mondadori), e riporta i lettori a Kingsbridge. Stavolta nel 997, per condurli fino alle battute d’inizio de I pilastri della terra. Lo abbiamo intervistato su Zoom grazie a Mondadori, ed ecco cosa ci ha raccontato!

Fu sera e fu mattina: perché la scelta di questo titolo?

In inglese, il titolo è The evening and the morning. Si tratta di un verso della prima pagina della Bibbia in lingua inglese, nell’edizione di William Tyndale scritta per James I. Una bibbia scritta in un inglese che, ancora oggi, è molto bello da leggere. Non so dire se il titolo offra la stessa suggestione anche in lingua italiana.

Nel romanzo, i gesti dei padroni nascondo sempre un secondo fine. Questo mi ha colpita durante la lettura. Nel modo di oggi, chi sono i padroni, e come diventano potenti? Quale arma utilizzano? Nel suo racconto il dono/arma era quello di anticipare il futuro, cogliere ciò che sarebbe arrivato e anticiparne le mosse. Vale anche oggi?

Potresti pensare che i padroni di oggi siano le persone. Come noi. Ci governano persone che scegliamo, e quindi padroni dovremmo essere noi che abbiamo questa capacità di scelta. La verità che è che, anche in democrazia, alcuni emergono come leader e altri li seguono. Non devi essere ricco, per diventare un leader politico, né particolarmente colto, o preparato. Trump ne è l’esempio lampante. In democrazia, quello che conta è essere popolari, e spesso la verità ti rende impopolare. Finiamo per votare chi ci mente, perché le loro bugie sono confortevoli e ci fanno sentire meglio: questo è il limite della democrazia.

Abbiamo parlato dei padroni, non possiamo non guardare alla faccia opposta della medaglia. Nell’epoca che racconta, diventare uno schiavo non era affatto difficile: cosa è diverso, oggi?

L’unica differenza tra schiavitù allora e adesso, è che allora era legale. La schiavitù esiste ancora, ed è quanto di peggio possa accadere sia per lo schiavo che per il padrone. Possedere un essere umano fa emergere lati terrificanti e rende persone peggiori.

E parlando di persone spesso messe da parte o sottomesse, possiamo dedicare una riflessione alle donne di Fu sera e fu mattina?

In tutte le epoche ci sono donne che non seguono i modelli di comportamento imposti dal periodo. In ogni epoca vediamo donne che ricoprono ruoli di potere e comando, dalle regine alle abbadesse, passando per le commercianti. Non è mai stato vero che le donne non potessero avere ruoli di comando. Ne erano perfettamente capaci: è qualcosa che ci siamo raccontati. Penso anche a quando ero uno studente, e le mie coetanee manifestavano per la parità di diritti e quella di stipendio. Ero convinto di ciò che dicevano, e sono sempre stato dalla loro parte. La Storia ha visto donne eccezionali e donne ribelli in ogni epoca, e ovviamente sono le più interessanti da raccontare.

Quali sono le opportunità e quali le difficoltà in questo tipo di approccio, che ti porta ad andare avanti e poi tornare indietro in un medesimo ciclo narrativo?

La città di Kingsbridge è diventata un simbolo per l’Inghilterra nei miei romanzi, nel momento in cui volendo raccontare periodi differenti della storia inglese sono tornato in quel luogo, già familiare ai lettori. È come avere un personaggio che ritorna, volume dopo volume: io ho una città. Però non volevo essere prevedibile, e sapevo che i lettori si aspettavano che Ken Follett scrivesse un terzo volume che li portasse nel diciassettesimo secolo. Mai essere prevedibili! Quindi sono tornato indietro, a quando Kingsbridge non era ancora una città, ma un villaggio, o chissà, forse un semplice gruppo di case. Questo offriva tutta una serie di nuovi conflitti, e i lettori del ventunesimo secolo comprendono benissimo il conflitto avendolo costantemente davanti agli occhi.

Ha scritto romanzi ambientati in tutto il mondo. Se oggi decidesse di ambientarne uno in Italia, quale luogo e quale epoca sceglierebbe?

Tutti amano Firenze, e molti romanzi sono già stati ambientati lì. Credo però che ci sia spazio per molti altri. Il periodo del Rinascimento è sicuramente interessante, ma non solo. La storia del periodo è ricca di guerre, battaglie, conflitti, intrighi. Lotte tra clero e stato, anche, ricche di tensione e spunti narrativi. Da turista la trovo anche una città molto romantica, anche se forse chi ci abita mi smentirà.

Ed è un ottimo spunto per fare ricerca nelle cantine del Chianti e di Montepulciano, come aveva fatto in Francia per un precedente romanzo…

Hai ragione, mi divertirei parecchio!

fu sera e fu mattina

Fu sera e fu mattina di Ken Follett (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 27€.

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Milanese di nascita e nel cuore. Vivo di digital marketing di giorno, e di letture matte (ma mai disperatissime) di notte. Bevo litri di tè nero, e colleziono tacchi alti, con cui riesco a non perdere mai un treno.

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