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L’ultimo processo: intervista a Scott Turow

L’ultimo processo di Scott Turow (Mondadori) è arrivato in libreria questo settembre, ed è un legal thriller formidabile. Non a caso Turow è considerato l’apripista di questo genere letterario. Lo abbiamo incontrato su Zoom per un’intervista, ed ecco cosa ci ha raccontato!

«Non esistono medicinali senza effetti collaterali.» Questo e altri concetti presenti nel romanzo sono di estrema attualità. Cosa possiamo davvero aspettarci dalla scienza e dalla medicina, soprattutto pensando alla situazione attuale?

Ovviamente non potevo prevedere la pandemia, ma se pensiamo al modo in cui alcuni vaccini per il Covid-19 sono stati messi sul mercato in fretta… è molto simile a ciò che accade nel mio romanzo con G-Livia… Qualche anno fa è accaduto con un vaccino contro l’influenza suina: a un certo numero di soggetti ha provocato effetti collaterali gravissimi. E se pensiamo al numero elevatissimo di persone che riceveranno in tempi rapidi il vaccino per il Covid-19, la possibilità di effetti collaterali è reale e concreta.

Nel suo romanzo, i dialoghi (soprattutto quelli in tribunale) sono estremamente intensi. Pieni di ritmo. Creano dinamismo laddove lo scenario è statico e chiuso. Come si costruiscono intere scene così?

Se sfogli i bestseller presenti sulla tua libreria, noterai che i dialoghi superano i brani di esposizione. Personalmente, sono uno di quegli scrittori che sentono i propri personaggi parlare. Inoltre, la mia esperienza pluriennale in tribunale mi rende facile ricrearne il contesto anche in forma fittizia.

In quell’aula di tribunale, moltissime persone sono legate tra loro da vincoli di parentela, amicizia, conoscenza. È davvero così, anche nella vita reale e nell’America di oggi?

Anche nelle città più grandi, la comunità degli avvocati di tribunale è relativamente piccola. Quando ci spostiamo nella comunità dei federali, è ancora più ristretta. È capitato anche a me da assistente procuratore, di trovarmi di fronte a un giudice, un avvocato difensore e un imputato che erano stati a scuola insieme. Ti direi che no, non è una situazione così insolita.

Pensiamo a Chicago, che ha una comunità di assistenti procuratori di circa 130 persone. In 50 anni arriveresti a circa 1000 persone che lo sono state. Più di metà dei giudici federali verrebbero da queste 1000 persone. È naturale che nascano legami e connessioni molto forti. A Chicago non è nemmeno raro che i nuovi procuratori federali siano figli dei procuratori precedenti.

Il tema della giustizia è centrale, soprattutto pensando ai turbamenti vissuti dal tuo protagonista Sandy Stern. E alle decisioni che si trova ad affrontare.

La giustizia è al centro di ogni libro che ho scritto. Verso la fine de L’ultimo processo, Sandy Stern si trova a riflettere sul senso della giustizia. Almeno per un avvocato. Non la vede come un unico possibile risultato, sa che è qualcosa di più complicato di così. È arrivato a vedere la giustizia come un esempio di risultati e esiti ragionevoli.

Come si conciliano due carriere come quella di avvocato e quella di scrittore?

Dopo la pubblicazione de L’onere della prova, ho iniziato a lavorare part-time come avvocato. Ovviamente d’accordo con i miei partner dello studio legale! La chiave per mantenere questo equilibrio è stata la capacità di scrivere al mattino e lavorare in studio nel pomeriggio. I miei clienti sapevano di potermi chiamare a ogni ora, e che avrebbero avuto la mia piena attenzione. Poi avrei messo giù il telefono e sarei tornato alla scrittura.

Scrittura e avvocatura erano due mondi che non si sovrapponevano, e anzi, amavo l’equilibrio tra un lavoro solitario e creativo al mattino, e l’impegno anche sociale che comporta la professione di avvocato.

Immagini di trovare seduto al caffè di un bar insieme ad Sandy Stern. Di cosa parlereste? Qualcuno si unirebbe a voi?

Se provo a immaginare di sedermi insieme a Sandy Stern, ci vedo intenti a discutere di legge e legalità. Certo, con ciò che sta accadendo al momento con Donald Trump e i suoi assurdi comportamenti, è difficile pensare che potremmo parlare d’altro!

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L’ultimo processo di Scott Turow (Mondadori) è in libreria, al prezzo di copertina di 22€.

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Milanese di nascita e nel cuore. Vivo di digital marketing di giorno, e di letture matte (ma mai disperatissime) di notte. Bevo litri di tè nero, e colleziono tacchi alti, con cui riesco a non perdere mai un treno.

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