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DIAVOLI 2: l’incontro col cast e la recensione in anteprima

L’attesa per DIAVOLI 2 è quasi terminata. Alessandro Borghi e Patrick Dempsey tornano a indossare i panni di Massimo Ruggero e Dominic Morgan nella seconda stagione della produzione Sky Original più attesa della stagione.

Diretta da Nick Hurran e Jan Maria Michelini su sceneggiatura di Frank Spotnitz e James Dormer, DIAVOLI nasce come trasposizione del romanzo I diavoli di Guido Maria Brera (Rizzoli, 2015). Anche la seconda stagione vede il prezioso contributo dell’autore nella scrittura della sceneggiatura, e nel portarne i protagonisti fino al 2020.

Abbiamo incontrato il cast, registi e sceneggiatori a Milano e visto in anteprima la prima puntata: ecco cosa possiamo raccontarvi!

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© julehering

La trama

Londra, 2016. Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è adesso CEO della NYL e, insieme alla sua nuova Head of Trading Wu Zhi, ha portato enormi guadagni ai suoi azionisti cinesi. Ma dei dati di sondaggio sbagliati sul referendum per la Brexit rischiano di provocare un disastro: approfittando della situazione, Dominic Morgan (Patrick Dempsey) torna e chiede a Massimo di unirsi a lui in una nuova guerra globale, tra Cina e Occidente, per il controllo dei dati. Dopo che una tragedia colpisce il team di Massimo, Massimo deve decidere da che parte stare in una battaglia che metterà a repentaglio la sua vita e, alla fine, in piena pandemia di Coronavirus, condurrà allo scontro finale nel 2020.

La prima puntata: cosa possiamo svelare

Non molto, in effetti, perché la puntata si apre con un’anticipazione di quello che accadrà nel 2020, a fine stagione, e si chiude con un colpo di scena importante. Ma posso anticiparvi qualcosa. A cominciare dal fatto che in questa prima puntata farete la conoscenza di Nadya Wojcik (Clara Rosager), genio matematico silenzioso con un disturbo dello spettro autistico che le rende difficile ogni interazione sociale. Dominic la assume dopo averla vista prevedere le mosse finali di uno storico match di Go prima ancora dei giocatori stessi. Perché lo colpisce? Perché uno dei giocatori è un’intelligenza artificiale d’avanguardia. Un personaggio molto interessante dal quale, ne sono sicura, possiamo aspettarci un ruolo chiave in più di una situazione.

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© Sky

La puntata d’apertura di Diavoli 2 vede anche massimo alle prese con l’aspetto più scomodo del suo ruolo di CEO. La gestione di conflitti interni, ma anche uno staff non sempre al suo meglio nei confronti del quale prendere decisioni non gradevoli. La pressione affiché licenzi un membro del suo staff ristretto, i suoi Pirati, cresce, e qualcuno ci lascia. Ma non nel modo che ci saremmo aspettati e lasciando dietro di sé alcune domande senza risposta.

Interessante la dinamica di “scommessa” in borsa derivata dall’esito positivo o negativo del referendum sulla Brexit, il cui risultato stupì in prima persona il popolo inglese. Ricordiamo tutti, infatti, che nelle ore successive alla vittoria del sì, la ricerca più frequente su Google in Inghilterra è stata proprio cosa comportasse la Brexit. Ricordiamo anche le persone scese in piazza per chiedere di rivotare perché non ne avevano compreso affatto le conseguenze. Ma questo ai fini della serie non è rilevante. Lo è, invece, il fatto che CEO e Head of Trading della NYL sbaglino la loro previsione, e debbano quindi rientrare delle perdite in un momento in cui avrebbero dovuto guadagnare dieci volte quanto investito. Le conseguenze le scopriremo insieme anche nelle puntate successive!

L’incontro con il cast e il cast tecnico a Milano

Abbiamo potuto incontrare una parte del cast a Milano. Alessandro Borghi, Patrick Dempsey, Clara Rosager e Anna Sofia Martins hanno risposto alle nostre domande sull’evoluzione della serie e sui loro personaggi. Vi riporto qui un estratto privo di spoiler, per non rovinarvi la visione della prima puntata!

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© julehering

Com’è stato tornare a lavorare insieme sul set di Diavoli 2?

«Credo che in questo momento ci sia un estremo bisogno di tornare a fare squadra, a lavorare insieme e a scambiarsi idee», afferma Borghi. «Diavoli 2 è una serie di livello altissimo anche grazie al lavoro straordinario della squadra che c’è dietro, che sa sostenere un progetto simile. A Patrick sarò sempre grato per l’accoglienza che mi ha riservato, facendomi sentire come se ci conoscessimo da sempre. Non è scontato. È scattata un’intesa che siamo riusciti anche a portare sullo schermo. È altissimo anche il livello medio del cast, in Diavoli 2 è un attore strepitoso anche chi fa solo due pose. Questo fa la differenza!»

«Alessandro ha ragione sulla nostra intesa, e credo anche io che siamo riusciti a portarla sullo schermo. E che abbia reso più intenso il rapporto tra Massimo e Dominic, così mutevole e delicato puntata dopo puntata» aggiunge Dempsey. «La serie è unica nel suo genere, e non solo perché parla di finanza, tema sostanzialmente ignorato o affrontato solo di striscio. Ha il pregio di prendere la finanza, così fredda e calcolatrice, e tirarne fuori il calore, l’umanità, le emozioni. Gli sceneggiatori e Guido (Maria Brera, ndr) hanno fatto un tale lavoro in questo senso che ci siamo impegnati tutti al massimo anche solo per esserne all’altezza. Massimo, Dominic e tutti gli altri personaggi sono persone che vogliono il successo e sono disposte (quasi) a tutto per ottenerlo, ma le vediamo anche soffrire, barcollare e fare i conti con le conseguenze delle loro azioni. Credo anche che dobbiamo cogliere quest’occasione per riflettere sulla direzione in cui sta andando la nostra economia, così fondata sul capitalismo e sulla sovrapproduzione. Sull’arricchimento di pochi ai danni e sulle spalle di moltissimi. Tutto questo non è più sostenibile, né dal punto di via umano, né da quello ambientale.

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© julehering

Alessandro, come cambia il personaggio di Massimo nel corso di Diavoli 2?

«Cambia moltissimo. In questa seconda stagione, la componente umana è molto più importante. Questo anche perché entrano nuovi personaggi. Per quello che riguarda Massimo, lo aspetta un percorso in cui gli succederà letteralmente di tutto. Ricordiamo anche che è un personaggio già “rotto”. Ha già affrontato molte perdite che lo hanno segnato, e quando lo ritroviamo nel 2016 è un uomo cinico, apparentemente irriconoscibile. Il ritorno di Dominic lo costringerà a un nuovo confronto, ma non solo.»

Nelle serie, così come nei film, siamo abituati a trovare una contrapposizione tra bene e male. Qui, invece, i confini appaiono molto più sfumati.

«È vero. Credo che in una serie come Diavoli 2, le parole bene e male non possono esistere, non come termini assoluti. Vediamo un continuo scambio di equilibri. Quello che penso è che sia una serie che parla di responsabilità, verso gli altri e delle proprie scelte (nonché delle conseguenze). Dominic insegue il potere, Massimo riflette molto su quanto sia risposto a spingersi oltre per ottenerlo. Su quanto quello che farà sconvolgerà la sua vita. Forse questo conflitto è meno evidente in Dominic perché, in fondo, ha già pagato tutto ciò che poteva: il figlio è morto, la moglie è in carcere. Non gli è rimasto granché da perdere» ci racconta Borghi.

«Per Dominic è chiaro, anzi chiarissimo, quale sia l’obbiettivo. Cosa sia importante. Capisce forse prima di Massimo le conseguenze gravissime che deriverebbero dal perdere contro la Cina la guerra sui dati e il loro controllo. Non credo sia, almeno per lui, una questione di bene o male. È una questione di controllo, e per far sì che resti saldo nelle mani dell’occidente è disposto (quasi) a tutto» aggiunge Dempsey.

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© julehering

Cosa invece li unisce, secondo voi? Forse il fatto che, in fondo, sono entrambi uomini soli in cerca di qualcosa?

«Il vero collante è l’amore profondo che provano l’uno per l’altro. Ho sempre considerato Massimo un figlio per Dominic, legato a lui non sono dall’affetto ma anche da ciò che gli ha insegnato. Sono alle estremità di un elastico, che consente loro sì di allontanarsi, ma riportandoli poi uno di fronte all’altro» afferma Borghi. «Questo non solo perché si amano, e si trovano a riavvicinarsi ciclicamente, ma anche perché sono i migliori nel loro lavoro. L’incontro e lo scontro sono inevitabili» conclude.

«Quando hai un figlio, la sfida più difficile è questa: devi riuscire a permettergli di fallire. Di sbagliare, di soffrire per le conseguenze, perché deve imparare» aggiunge Dempsey. «Dominic ha insegnato a Massimo ciò che poteva, ma gli ha anche lasciato lo spazio necessario a sbagliare, perché è così che va la vita. Impariamo più dai nostri errori che dai nostri successi. Credo anche che in ogni personaggio della serie, non solo in Massimo e Dominic, ci sia un grande dolore, qualcosa che stanno lottando per superare. Per quanto riguarda Dominic, è sicuramente pronto ad aiutare Massimo a rimettersi in piedi se dovesse cadere, ma non può non farlo cadere perché altrimenti non imparerebbe. Resterebbe un talento grezzo, non crescerebbe.»

© Sky

La seconda stagione di Diavoli vi aspetta su Sky Atlantic il 22 aprile alle 21:15. Sarà disponibile anche on demand e in streaming su NOW.

Milanese di nascita e nel cuore. Vivo di digital marketing di giorno, e di letture matte (ma mai disperatissime) di notte. Bevo litri di tè nero, e colleziono tacchi alti, con cui riesco a non perdere mai un treno.

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