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La classe: il ritorno distopico di Christina Dalcher

È il suo secondo libro e di aspettative ne avevamo tante. Christina Dalcher, esordiente con VOX nel 2018, è tornata in libreria con La classe (Nord).

Un tuffo nel passato che rimanda, per struttura generale, al suo primo libro.
Le caratteristiche ci sono tutte: una famiglia benestante, una protagonista paladina della libertà ma sposata con un uomo tutt’altro che disponibile, impiegato in alte cariche pubbliche e impegnato a (non) salvare il mondo. Un amore lontano nel tempo, rimpianto. Una sfida per cui battersi, per il futuro delle proprie figlie. Un’America che non è certo quella di oggi, ma che molto si avvicina a ciò che metaforicamente potrebbe diventare, in un futuro prossimo.

Christina Dalcher è una geniale autrice di distopie. Nei suoi libri tutto torna, dopo intricati passaggi che mantengono alta l’attenzione del lettore. In questo ultimo titolo, forse, è mancato un po’ di equilibrio nel ritmo. Se letto con attenzione, non mancano i riferimenti a temi importanti. Dal bullismo in età adolescenziale alla diseguaglianza tra cariche e tra sessi. Oltre, naturalmente, al portante parallelismo con l’Olocausto.

Elena Fairchild è un’insegnante di chimica e scienze, nella scuola Argento di Davenport. Con un passato da alunna poco popolare e una via di fuga trovata nella rivalsa dei voti, sempre migliori dei compagni meno performanti ma più celebri, ha sviluppato negli anni la consapevolezza di non voler più essere la prima della classe vendicativa. A differenza di suo marito Malcom, che lo è rimasto, Elena è oggi una mamma dolce, premurosa, e insegnante apprezzata.

christina dalcher
Christina Dalcher

Ma c’è un problema. Da quando lei era studentessa, tutto è cambiato. La “Campagna Famiglie Migliori”, proposta dal ministero dell’istruzione, ha attivato un piano di vera e propria selezione delle eccellenze. Tutti sono contrassegnati da un Q (quoziente di perfezione), dato dai voti scolastici, le performance quotidiane, e i diversi vari Q geneticamente ereditati. Il primogenito avrà sicuramente un Q migliore di un secondo, ma non solo. Se il bambino è nato dopo che la mamma ha superato il 35simo compleanno, ci sono tutti i fattori per determinare che sarà un elemento da “scartare”.

Così, sono state create scuole apposite: le argento, per i migliori; le verdi, per i meno perfetti, le gialle, per tutti coloro che sono gli “indesiderati”. Al metodo d’istruzione, si affianca tutto un sistema corollario per cui più o meno benefit, concessioni o vere e proprie punizioni sono confezionate per gli studenti.

Elena Fairchild, lo sa, ma solo per sentito dire. Da quando Malcom fa parte in maniera tanto attiva dell’orrenda “Campagna Famiglie Migliori”, quasi si rifiuta di ascoltare gli interventi televisivi dedicati. Come fosse un modo per sentirsi meno implicata.

Fino al giorno in cui Freddie, la secondogenita dei Fairchild nonché figlia che Malcom detesta e non avrebbe mai voluto far nascere, in quanto troppo poco perfetta in termini di Q, riceve un voto troppo basso alla “Verifica” mensile di novembre.

Freddie è ancora troppo piccola, a soli 9 anni non sa bene cosa la aspetta, ma Elena è certa che il lunedì mattina, l’autobus giallo non porterà sua figlia a scuola… ma dall’altra parte del Paese, in quello che a tutti gli effetti si prospetta come un campo di sfruttamento.

Tra consigli spassionati della nonna tedesca, Oma, che ha vissuto gli anni del nazismo e la mette in guardia su ciò che potrebbe accadere, e la determinazione e il senso del dovere di madre, Elena Fairchild fa di tutto per scadere da “argento” a “giallo” in quanto insegnante. Falsifica i suoi test di Verifica, facendosi spedire nello stesso campo 46 della figlia.

È da qui che parte la vera avventura. La protagonista scopre il piano d’azione dello Stato, tra vergognose aspirazioni e ancor più oscene messe in atto della “Campagna Famiglie Migliori”. Vede la sua piccola sfruttata, picchiata e ridotta a pedina di un sistema al cui capo c’è il suo stesso padre.

Ma per la rivalsa di Freddie, Elena è costretta a fare da cavia.

Dopo un’ampia introduzione alla storia, l’autrice passa al cuore della trama, per arrivare molto velocemente, poi, ad una conclusione amara e inaspettata. Ecco, la vera differenza con il primo libro.

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La classe di Christina Dalcher (Nord) è in libreria, al prezzo di copertina di 18,60€.

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